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Gigante vince la maratona: sarà ancora Italia-Argentina

Matteo Gigante si aggiudica il match del torneo, spuntandola al fotofinish contro Luciano Darderi. “Fiero di non essermi disunito nel terzo set”. Per il terzo anno di fila, sarà ancora Italia-Argentina all’Harbour Club: ad attenderlo c’è Facundo Diaz Acosta.

Una splendida partita, la più bella del torneo, ha regalato a Matteo Gigante la seconda finale in carriera in un torneo Challenger. Erano le 20.45 e si erano già accese le luci artificiali quando un ultimo passante ha sigillato il 6-4 3-6 7-5 su Luciano Darderi. Il romano ha avuto bisogno di quasi tre ore per abbattere la resistenza di un avversario tanto grintoso quanto potente, che ha impostato la partita sulla furibonda lotta da fondocampo. Gigante non si è sottratto, cercando di far valere la sua fase difensiva e poi rovesciare lo scambio. Dopo due set equamente divisi, il terzo è stato una lotteria: Gigante è andato avanti 3-0, Darderi si è riavvicinato sul 3-2 (con una risposta vincente su un serve and volley di Gigante, che l’aveva lasciata credendo che uscisse), poi di nuovo 4-2 Gigante ed ennesima rimonta di Darderi, attaccatissimo al match e molto nervoso, forse un po’ troppo. Quando il tie-break sembrava l’ovvia conclusione, Gigante ha giocato un paio di punti spettacolari (smorzata e passante) che gli hanno garantito il match clou all’ASPRIA Tennis Cup – Trofeo BCS (73.000€, terra battuta), in cui se la vedrà con Facundo Diaz Acosta, nella terza finale consecutiva tra un italiano e un argentino. Sarà un sorta di “bella”, visto che nel 2021 Gian Marco Moroni batté Federico Coria, mentre lo scorso anno lo stesso Coria si riscattò battendo Francesco Passaro.

BERE MOLTO, MANGIARE E DORMIRE PARECCHIO

È stata una partita pazzesca – dice a caldo Gigante, ancora sudato e circondato da moscerini – si è decisa su pochissimi punti. Il terzo set è stato folle: avanti 3-0, quando vieni ripreso puoi farti travolgere da pensieri negativi, invece mi è piaciuta la mia capacità di continuare a lottare”. Contro Diaz Acosta partirà sfavorito, anche in virtù delle tante ore di gioco accumulate tra venerdì a sabato. “Non ci ho mai giocato e non lo conosco bene – dice Gigante – se devo essere sincero, credo sia la prima volta che lo vedo a un torneo. Lui sarà più fresco di me, ma io ho una carica pazzesca e ce la metterò tutta”. Proprio mentre gli chiediamo come si fa a recuperare in fretta in vista della finale, arriva il preparatore atletico Stefano Barsacchi per fargli i complimenti. “Dovresti chiedere a lui – sorride Gigante, che poi se la cava con una battuta – bere molto, mangiare bene e dormire parecchio!”. L’appuntamento con la finale è alle ore 16.30: Matteo andrà a caccia del secondo titolo Challenger dopo quello conquistato a febbraio a Tenerife. I milanesi saranno tutti per lui, anche perché si è fatto molto apprezzare per il suo comportamento, sempre umile e disponibile. Anche dopo il match, ha regalato polsini e posato per alcune foto, premurandosi che le stesse venissero bene. Davvero apprezzabile.

COBOLLI LOTTA, MA LA SPUNTA DIAZ ACOSTA

Per il terzo anno di fila, il torneo milanese avrà un argentino in finale. Dopo le due presenze di Federico Coria, a rappresentare l’albiceleste sarà Facundo Diaz Acosta, favorito della vigilia ed emerso da un match molto tirato contro Flavio Cobolli. Il romano ha lottato al massimo, le ha provate tutte ma si è arreso col punteggio di 6-0 4-6 6-3 in un match che è durato sostanzialmente due set, visto che il primo è stato un dominio dell’argentino. Archiviato l’inizio-shock, Cobolli ha iniziato a giocare bene, con coraggio, adottando la stessa tattica risultata vincente contro Thiago Agustin Tirante: non aspettare l’errore altrui ma provare a comandare lo scambio, con l’idea fissa di tirare il vincente. Ma se il gioco di Cobolli è ben noto, è piaciuta la sua capacità di stare attaccato al match: nel secondo, infatti, ha vinto due game infiniti, entrambi di venti punti. Sul 2-2 si è preso il break (poi risultato decisivo) alla sesta occasione, mentre sul 4-3 ha tenuto un complicatissimo turno di servizio, in cui ha cancellato cinque palle break, tutte in modo spettacolare. Vale la pena segnalarle: rovescio vincente al salto, ace, gran dritto lungolinea, un altro gran dritto (stavolta in direzione anomala) e un fantastico rovescio incrociato. Un game davvero entusiasmante, poi tradotto nel set vinto. Il treno buono è passato in avvio di terzo, quando Cobolli si è trovato 0-40 sul servizio del suo avversario, e ha avuto nel complesso quattro palle break. Persa quella chance, il match è rimasto in equilibrio fino al 3-3, poi l’azzurro ha perso il servizio all’ottavo game, con un dritto steccato. A nulla è valsa l’orgogliosa resistenza nell’ultimo game. A Cobolli rimane la soddisfazione di aver giocato un grande torneo, nonché la certezza di essere sulla strada giusta. Da parte sua, Diaz Acosta fa un altro passo verso i top-100, che conquisterà in caso di vittoria finale.

ASPRIA TENNIS CUP – TROFEO BCS (73.000€, terra battuta)

Semifinali Singolare

Facundo Diaz Acosta (ARG) b. Flavio Cobolli (ITA) 6-0 4-6 6-3

Matteo Gigante (ITA) b. Luciano Darderi (ITA) 6-4 3-6 7-5

Finale Doppio

Jonathan Eysseric / Denys Molchanov (FRA-UCR) b. Theo Arribage / Luca Sanchez (FRA-FRA) 6-2 6-4

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